Espresso On Line

FILM
Ustica torna sullo schermo
I manifesti in stile “Top Gun”. Il lancio in occasione dell’anniversario della strage. L’ambizione di far luce su uno dei misteri d’Italia. Ma “Una spina nel cuore”, il film di Romano Scavolini, non punge nessuno. Tranne forse il senatore Cossiga

di Valerio Bispuri

Era il 27 giugno 1980 quando il DC9 Itavia spariva misteriosamente dai radar. A ventuno anni esatti, e a dieci dal “Muro di gomma” di Marco Risi, esce un altro film sulla vicenda di Ustica. Si chiama “Una spina nel cuore”, frase che pronunciò tanti anni fa Francesco Cossiga proprio a proposito della tragedia che costò la vita più di ottanta persone: "Ustica è la mia spina nel cuore". Anche se il film racconta di un Cossiga con molte spine nel suo passato, dal rapimento Moro alla vicenda Gladio.

Siamo andati a vedere l’anteprima del film, prodotto dalla Ivatt Industries Ltd, nuova casa di produzione, ancora sconosciuta nell’ambiente cinematografico e televisivo, ma con un grosso budget, a giudicare dalla copertina di presentazione, plastificata e coloratissima in stile “Top Gun”, il cd della colonna sonora originale e le pagine acquistate sui quotidiani per pubblicizzare l’evento.

Il film però, più che un kolossall è un ibrido, una via di mezzo tra fiction e documentario, girato con un’attenzione relativa alla qualità dell’immagine. “Una spina nel cuore” racconta la storia di un giovane scrittore che ritrova per caso nel mare di Gaeta i resti di un Phantom americano e soprattutto la sua scatola nera. Da qui inizia la sua voglia di capire che mistero si cela in quel ritrovamento. Ad aiutarlo, un uomo anziano che ha fatto parte di una struttura supersegreta e conosce molti dei misteri italiani degli ultimi 40 anni.

Il racconto dell’ex spia parte da lontano e svela tutti i complotti tra mafia, terrorismo, politica e associazioni segrete. Si fanno nomi di Cossiga, Andreotti, si parla di Gladio, degli anni Settanta, del rapimento Moro. Tutto programmato per destabilizzare la democrazia, il sistema politico. Esisteva una struttura di uomini preparatissimi che dovevano in qualche modo anticipare gli eventi e muoverli secondo un programma dettagliato: far progredire la destra spostandola solo apparentemente verso idee più democratiche, cambiare la sinistra, creare nel nostro paese un sistema politico maggioritario e far nascere una nuova rete televisiva privata che avesse copertura nazionale. Tutto ciò è avvenuto, sostiene l’anziano agente segreto, con accenno, nemmeno troppo velato al caso Berlusconi.

E Ustica? È stato un incidente, un aereo capitato nel posto e nel momento sbagliato. Il realtà “Una spina nel cuore” non svela una verità, fornisce solo alcune ipotesi. Una è quella più accreditata: il vero obiettivo doveva essere il Colonnello Ghedaffi, tradito dai due mig libici che lo scortavano. Secondo l’anziano narratore del film, fu Cossiga a intervenire e a svelare a Gheddafi la trappola. Gli americani reagirono e scoppiò una vera e propria battaglia aerea, con in mezzo c’è il DC9 Itavia.
Fin qui la lunga ricostruzione, basata soprattutto sul dialogo tra i due protagonisti. Poi per dare un po’ di spazio alla fiction il giovane scrittore e l’anziano agente segreto vengono uccisi da chi vuole che la verità rimanga nell’ombra.

Il film dura oltre due ore e di ombre non ne dissipa molte. Anzi, mescolando indizi a ipotesi, il regista Romano Scavolini traccia un panorama drammatico e un po’ assurdo del nostro paese. Scavolini, che è stato fotoreporter in Vietnam e ha insegnato alla New York University of Visual Arts, aveva già girato due film negli anni Sessanta, passati quasi inosservati e solo di recente riscoperti da enrico Ghezzi. Ora ci riprova con “Una spina nel cuore”. Che tra qualche settimana sarà nei cinema di tutt’Italia.

29.06.2001

 

 

 

 

Da “Stampa”

 

28 giugno “Stampa” Di Scavolini, presentato a Roma e Palermo

USTICA, nuovo film tra mafia e politica


Lirio Abbate


PALERMO Attorno alla strage che si è consumata nel cielo di USTICA ventuno anni fa vengono rappresentati nel film di Romano Scavolini, intrighi di Stato, complotti e collusioni fra massoneria deviata, politica, criminalità organizzata e servizi segreti. Sul grande schermo scorrono le immagini che ripercorrono trent'anni di piani sovversivi, mai resi pubblici, che si confondono fra realtà e fantasia, ma che in molti punti si sovrappongono con le inchieste giudiziarie, come quella della procura di Palermo denominata «Sistemi criminali», in cui veniva ipotizzata per 14 indagati l'accusa di eversione dell'ordine costituzionale, per «la secessione politica della Sicilia e di altre regioni meridionali dal resto d'Italia». I magistrati nei mesi scorsi ne hanno chiesto l'archiviazione al Gip, ma il giudice ancora adesso non ha deciso la chiusura dell'inchiesta. Il disastro aereo è uno dei tanti intrighi italiani, dai contorni ancora poco chiari, raccontati nel film «USTICA, una spina nel cuore», proiettato in anteprima nazionale ieri sera, in contemporanea sia a Roma che a Palermo, e prodotto dalla Ivatt industries ltd. La pellicola verrà distribuita fra un mese e vede fra i protagonisti Leandro Amato, Edmondo Tieghi, Loredana Cannata, Eugenio Masciari, Valeria Sannino e Mauro Serio. La pellicola diretta da Scavolini sfiora anche gli omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli attentati del '93. Ci sono tanti perchè, tanti dubbi, ma viene offerto allo spettatore una chiave di lettura che potrebbe essere «MD», ma per inquirenti e investigatori che hanno assistito alla proiezione, questa potrebbe essere una ricostruzione «verosimile» alle inchieste svolte fino adesso. L'improvviso e inaspettato ritrovamento nel gennaio del 2000 di una scatola nera che si suppone appartenga ad un caccia americano Phantom, inabissatosi negli Anni Ottanta nel mare di Gaeta, spinge uno scrittore di successo a riaprire uno dei casi più inquietanti della nostra storia: la tragedia di USTICA. Si apre con questa scena il film in cui Romano Scavolini costruisce la sceneggiatura attorno al racconto che un ex agente dei servizi di sicurezza italiani, appartenente al «Gruppo K», una formazione super segreta, che si confida con lo scrittore parlando dei fatti criminali di cui è stato protagonista negli ultimi trent'anni. La trama riprende molti spunti dell'indagine dei magistrati palermitani che furono attaccati da politici, in particolare dal senatore Francesco Cossiga. Forse, non a caso, la consulenza storica del film è stata curata da Massimo Pizza e Antonio D'Andrea. Entrambi, infatti, sono stati due dei testimoni chiave dell'inchiesta «Sistemi criminali». Pizza, interrogato dai magistrati, ha parlato della «lega meridionale», indicandola come la longa manus di Cosa nostra, «che doveva attuare un progetto di rivoluzione politica, ispirato da Licio Gelli, sfociante in una nuova forma di Stato». «Questo film - dice Antonio D'Andrea - è il montaggio della realtà, di quello che è accaduto in questi anni, passando anche per la tragedia di USTICA». E così, dalle scene girate a Roma e Gaeta, si arriva a parlare di un presunto progetto per mettere a segno un colpo di Stato, del fatto che alcuni settori dei servizi segreti «non avrebbero operato in favore della magistratura, ma avrebbero cercato di depistarla». Il racconto dell'ex 007 italiano si spinge fino alle stragi del '92 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte, ed ancora gli attentati del 93 a Roma, Firenze e Milano. Ci sono troppe coincidenze

 

 

 

Da “Repubblica” 27 giugno "Vi racconto Ustica
una spina nel cuore"

Il regista Romano Scavolini ha realizzato un filminchiesta sulla strage del 1980

ROBERTO ROMBI


roma - «Ustica è il più grande thriller italiano, quasi una saga piena di misteri perché la ricerca delle cause della strage è ormai una storia infinita». Sul groviglio di ipotesi per spiegare il disastro che da ventun anni scuote la coscienza degli italiani, Romano Scavolini ha costruito il film Ustica (sottotitolo Una spina nel cuore) che, presentato stasera a Roma nell'anniversario della tragedia, sarà nelle sale tra una ventina di giorni. Prodotto da Massimo Forges Davanzati insieme all'inglese Ivatt Industries il film ha come interpreti Leandro Amato, Edmondo Tieghi, Loredana Cannata e Eugenio Masciari. Scavolini, fotografo di guerra in Vietnam, regista dalla strana carriera è l'autore di A mosca cieca, un film fantasma sequestrato prima che uscisse ha impiegato due anni per realizzare Ustica.
Se di depistaggi, di muri di gomma, di morti sospette (di quanti hanno avuto qualcosa a che fare con Ustica) ce ne sono infiniti per dare al film una struttura drammatica, Scavolini ha fatto però una scelta rigorosa. «Non volevo realizzare un documentario ma un film che avesse una traccia storica precisa. Non ho fatto altro che mettere un dito nella piaga per non far morire le domande che per tutti questi anni sono state poste. Non bisogna dimenticare né smettere di pensare. Il mio film è dedicato alle 81 vittime della strage di Ustica, non ho dimenticato mai per un solo momento i sentimenti che ruotano intorno a questi morti».
Il 21 gennaio 2000 un peschereccio di Gaeta ha tirato su dal mare con le reti a strascico la carcassa di un Phantom americano. Il ritrovamento ha riaperto il dibattito su Ustica, rimasto interrotto, aprendo nuovi e inquietanti scenari. È da qui che parte il film che mescola personaggi di finzione a fatti accertati. Un giovane scrittore recupera la scatola nera dell'aereo e la tiene nascosta iniziando una sua indagine personale, convinto che il Phantom americano sia collegato con il disastro di Ustica. Il suo interlocutore è un uomo d'età che sa cosa è successo vent'anni prima perché ha fatto parte di una struttura supersegreta. Tutti e due finiranno ammazzati. «Questo personaggio» spiega Scavolini «mi serviva per ripercorrere i più grandi misteri che hanno attraversato la società italiana dal '74 a oggi, da Gladio all'uccisione di Moro. Il muro di gomma di Marco Risi è stato fatto troppo presto e infatti si chiude con i vertici dell'aeronautica messi sotto accusa. Nel mio film invece c'è un problema che viene affrontato, credo, per la prima volta. Non si è trattato di depistare, di nascondere le cose per una gratuita volontà malevola. C'è di fatto che l'Italia, dalla fine della guerra, ha avuto una politica, sia interna che estera, a sovranità limitata. Questa è la verità, l'Italia non ha potuto decidere niente senza tener conto degli accordi di Jalta». Quante sono le ipotesi dell'attacco militare al DC9 dell'Itavia, quella notte del 1980, tante sono quelle proposte in Ustica. «C'è quella di voler colpire Gheddafi, o il terrorista Abu Abbas o un aereo carico di uranio arricchito destinato all'Iraq. L'unica che non ho preso in considerazione è quella della bomba esplosa nella toilette del DC9. Ho cercato di scuotere la coscienza dello spettatore senza avere la presunzione di dirgli: questa è la risposta».

Il Dc9 di Ustica
"spina nel cuore"
di Scavolini

l'anteprima

CARLA NICOLICCHIA


Ore 20,59 del 27 giugno 1980: scompare, senza lasciare alcuna traccia, dallo schermo radar il Dc9 dell'Itavia e s'inabissa in mare, vicino Ustica. Ore 21 del 27 giugno 2001: l'aereo ricomparirà, in anteprima nazionale, attraverso le immagini di "Usticauna spina nel cuore", il film di Romano Scavolini.
Questa sera, infatti, sarà proiettata a Palermo e a Roma la ricostruzione di quei momenti drammatici. L'appuntamento per l'anteprima palermitana è all'arena Aurora, in via Tommaso Natale 177. Oltre alla regia, Romano Scavolini ha firmato anche la sceneggiatura e in più di due ore di pellicola ha cercato di raccontare le modalità del disastro aereo, in cui persero la vita 81 persone.
Del cast fanno parte Edmondo Tieghi, noto al pubblico per le sue esperienze teatrali e per aver lavorato con registi del calibro di Federico Fellini, Franco Zeffirelli e Sergio Leone; Leandro Amato e Mauro Serio che, invece, hanno una formazione tutta teatrale; i personaggi femminili sono affidati a Valeria Sannino e Loredana Cannata, che nel 1999 ha vestito i panni dell'insaziabile "Donna Lupo" per il film di Grimaldi.
Il film, prodotto da Massimo Forges Davanzati per l'Ivatt industries, è stato girato tra Roma e Gaeta. La musica è stata curata da Paul Freeman, mentre la scenografia è di Michela Papa ed i costumi di Sandra Cardini.
La scelta di Scavolini di realizzare un film su questo argomento sembra dettata da un motivo evidente: ancora oggi, a distanza di tempo, quella spina continua a pungere e non cessa di creare interrogativi ancora senza risposta. L'ultimo lavoro del regista Romano Scavolini risale al '90 ed è un film ispirato alla sua esperienza in Vietnam..

 

 

 

mercoledi, 27 giugno 2001

 

VARIE

 

 

 


 

 

 

 

Torna sullo schermo il mistero di Ustica

 

 

ANTEPRIMA Torna sullo schermo il mistero di Ustica Parte dal ritrovamento di un aereo Phantom americano nelle acque di Gaeta, e ripercorre vent' anni di inchieste, processi, rinvenimenti, ipotesi, il film "Ustica-Una spina nel cuore", di Romano Scavolini. A dieci anni da "Muro di gomma" di Marco Risi, sceneggiato fra gli altri da Andrea Purgatori, un' altra pellicola indaga uno dei grandi misteri italiani. Prodotta da Massimo Forges Davanzati, e finanziata dall' inglese Ivatt Industries Ltd, nelle sale fra venti giorni, verra' proiettata stasera in anteprima al cinema Europa, nella ricorrenza dell' abbattimento del DC 9 Itavia. "L' incontro di uno scrittore e di un "vecchio" - spiega Scavolini - e' l' occasione per ripercorrere le diverse tesi, dalla bomba nella toilette al tentativo mal riuscito di eliminare Gheddafi, o di sventare una consegna di uranio arricchito a Bagdad, da parte dei servizi israeliani. Un film per non dimenticare, per mantenere sveglie le coscienze". (L. Ma.) "US TICA-UNA SPINA NEL CUORE", stasera alle 20.30, al cinema Europa, corso d' Italia 107/a. Tel. 06.442.923.78

 

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